Insalata di tonno – Tuna salad

Ingredients

  • Canned Tuna – the best you can find and afford
  • Boiled potatoes
  • Green salad
  • Asparagus
  • Sweet onions
  • Boiled eggs
  • Boiled string beans
  • Tomatoes
  • Extra virgin Olive oil

How to make Insalata di tonno – Tuna salad

Put all the ingredients on a serving plate, add the tuna at the end, and sprinkle with the olive oil.

Yellowfin tuna (Thunnus albacares) – OAR/National Undersea Research Program (NURP) Pubblico Dominio

What tuna should you use, and why?

The tuna is the main ingredient and the centerpiece of this dish.

Choose the best tuna you can afford. As you can see from the picture, I choose “Ventresca di Tonno Rosso” by the Sicilian fishery Tre Torri.

Ben The Cat is stealing my milk!

PLEASE: don’t even consider using tuna in water. As a minimum, it should be tuna in olive oil! Tuna in water is for Ben The Cat!

Ventresca di Tonno Rosso is the belly of the fish – known in Japan as toro. The fattiest cut has a creamy, velvety texture and minimal, typical canned tuna, with its dry, chalky texture and bland taste. The exquisite Mediterranean Bluefin Tuna or Tonno Rosso is full of fresh flavor and can be enjoyed right out of the can with a squeeze of lemon.

These Mediterranean Bluefin Tuna are never frozen. Instead, the entire production is done by hand; when the tuna arrives, it is butchered, and the cuts are selected and separated for ventresca, tarantello, and trancio. Then, it is boiled in small batches, cooled, and canned using local Sicilian olive oil and sea salt from Trapani.

Based in Erice, Conservificio Tre Torri continues to prepare tuna with artisanal methods generations old. Tre Torri produces a minimal quantity of canned tuna – about 88,000 pounds a year – which is the amount some industrial plants process in one day. Producing this way is very expensive, and the price of Tre Torri Tuna reflects the actual cost of this Mediterranean delicacy. Nevertheless, it is a Bluefin Tuna you can genuinely feel good about enjoying.

Their Bluefin Tuna is made by a minimal canning facility on the Sicilian west coast in Trapani. The company has been there for 60 years, and it is owned by Vito Torre, whose father was a fisherman and used to sell his fish in the open market of Trapani. Vito Torre tells me that his Tuna are caught off the coast of Sicily by small fishing boats that use methods passed along from the Arabs. Vito buys very few Tuna every year, and he processes them (steaming, salting, packing) only by hand. Vito’s production is minimal. He produces just a few hundred cans of 300 gr (10 oz) every year. The way they catch the fish is costly. The production process is all done by hand.

What about the price of this tuna? Is it worth it?

Yes, Ventresca di Tonno Rosso by the fishery Tre Torri IS expensive. BUT it would be best if you considered the cost of a lunch or dinner at a nice Japanese restaurant, where you would pay more for the same or similar tuna served as sushi or sashimi.

With one can of “Ventresca di Tonno Rosso” by the fishery Tre Torri in Sicily, you can prepare three generous servings of Insalata di tonno – Tuna salad. After all, you end up saving money compared to going to a Japanese restaurant!

Gustiamo.com sells online Ventresca di Tonno Rosso in North America.

A variation: Radicchio Rosso with tuna

A version with radicchio, eggs, potatoes, and mozzarella

Ingredients

  • Radicchio Rosso
  • Mozzarella di bufala
  • Boiled eggs
  • Tomatoes
  • Boiled small potatoes
  • Extra virgin olive oil
  • Tna in extra virgin olive oil

How to make Radicchio Rosso with Tuna

Boil the small potatoes and cut them in half
Do the same with the boiled eggs
Cut the mozzarella into small pieces
Cut the tomatoes into slices
Cut the Radicchio Rosso into fine pieces

Mixin a bowl and season with extra virgin olive oil
Serve to add the tuna to the diners’ plates

Scagliozzi

Scagliozzi – Fuente CC BY 2.0

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Descrizione

Gli scagliozzi (chiamati anche scagliuzz , sgagliozzi o sgagliozze) sono un prodotto da friggitoria, presente nella cucina foggiana, barese, napoletana, messinese e toscana.

Ingredienti

Ricetta base della polenta Ingredienti per 4-6 persone –

  • 6 tazze di acqua o brodo
  • 2 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaio di olio d’oliva
  • 2 tazze di farina di mais

Come preparare gli Scagliozzi

Portare l’acqua ad ebollizione. Aggiungere il sale e aggiungere la polenta poco a poco, mescolando bene per evitare i grumi. La proporzione acqua/polenta è diversa per tutti, io uso più o meno 4 a 1. Ma non è troppo importante, devi solo continuare a mescolare fino ad ottenere un impasto consistente. Ci vorranno dai 10 ai 30 minuti, a seconda dell’acqua e del tipo di polenta che avete a disposizione. Si può usare il brodo invece della sola acqua, o aggiungere qualcos’altro per insaporire. Ho usato il sofrito all’aglio in questa ricetta, anche se molte persone aggiungono il formaggio. Non consiglio la polenta da sola, è troppo insipida.

Polenta fritta Una volta che la polenta di base è fatta, versatela in una grande padella o in diverse piccole padelle. Raccomando che non sia più di un dito di spessore. Il giorno dopo si sarà solidificato in una specie di gelatina dura. Potete tagliarlo a bastoncini, triangoli o qualsiasi forma vi piaccia. Ne lascio una parte in frigo e congelo il resto. Quando state per cucinarla, mettete una padella a scaldare con un po’ d’olio d’oliva e friggete i pezzi di polenta fino a quando non saranno croccanti su tutti i lati. Fate attenzione quando li girate perché quando friggono si ammorbidiscono un po’. Puoi rimuovere l’olio in eccesso con un tovagliolo di carta.

Sono fette di polenta, la quale generalmente viene lasciata a seccare qualche giorno dopo la preparazione per perdere un po’ del suo contenuto d’acqua e poter essere fritta senza sciogliersi nell’olio bollente, tagliate a forma di piccoli triangoli, fritte in abbondante olio bollente e salate. Fanno eccezione le sgagliozze baresi, quasi sempre di forma rettangolare o quadrata.

A Napoli si vendono nelle friggitorie tipiche della città insieme ad altri prodotti caratteristici, quali le pastacresciute, gli sciurilli (frittelle di fiori di zucca), le fette di melanzane fritte in pastella, piccoli arancini rotondi (palle di riso) e crocchè di patate.

A Foggia, la città degli scagliozzi, si vendono tipicamente in friggitoria e costituiscono uno degli alimenti base della dieta tradizionale.

A Bari, la sgagliozza nacque nel Medioevo grazie ai commerci con la Repubblica di Venezia, ed è tradizione trovare questa preparazione in bancarelle allestite nel centro storico, in particolare durante i giorni di festa, (Natale o le due festività dedicate a San Nicola di Bari) assieme ad altri prodotti tipici, quali panzerotto e popizze.

A Messina sono venduti esclusivamente da rivendite ambulanti e costituiscono un tipico cibo da strada locale.

La pietanza si può consumare da sola o accompagnata da pezzi di formaggio fuso, olive o varie salse.

Etimologia

A Bari il termine usato è esclusivamente declinato al femminile come sgagliozze, mentre in tutte le altre città menzionate si usa anche o esclusivamente il maschile. Il termine sgagliozzi rimanda all’etimologia di scaglia, pezzo grossolanamente tagliato; tuttavia, è bene ricordare che nel Sud Italia la parola scagliozza indica anche la moneta, quindi si può mettere anche in relazione con il colore dorato della pietanza.

Agnello Agrassato

Boneless cooked leg of lamb with potatoes and carrots – Roger469 CC BY-SA 4.0

Ingredients

  • 2 lb. lamb stew
  • 1 lb. new potatoes, peeled and sliced
  • 5 oz. Ragusano cheese, cubed
  • 2 oz. Pecorino Siciliano cheese
  • 1/2 cup of red wine
  • 3 cloves of garlic
  • 2 tbsp. lard
  • 1 medium chopped onion
  • olive oil
  • warm water
  • salt and pepper

How to make Agnello Aggrassato:

Finely chop the onion and simmer it in a casserole pot with some olive oil. When translucent, add the lard. Once the lard has melted, add the lamb pieces, the parsley, the chopped garlic, and salt.

When the lamb is well-browned, pour in the red wine and cooks until it evaporates. At this point, add the potatoes and cover them with warm water. Place a lid on the pot and simmer for about 40 minutes or until the lamb is tender.

Five minutes before serving the Agnello agrassato, add the diced Ragusano cheese. Remove from heat and sprinkle the Agnello agrassato with the grated Pecorino Siciliano cheese.

Serves 4

Maccheroni lunghi al Ragù di Suino Nero dei Nebrodi – Long macaroni with meat sauce Nero Siciliano of Nebrodi

Long macaroni with meat sauce Nero Siciliano of Nebrodi. – 0 Noctis 0 CC BY-SA 3.0

Il ragù di Suino Nero dei Nebrodi è un condimento dal sapore equilibrato ma grintoso, preparato con carne di una razza autoctona presente in Sicilia già dai tempi di Greci.
La razza di Sant’Agata di Militello è quella piu famosa.
La colorazione scura delle sue carni è la particolarità di questo animale. Questa peculiarità è dovuta all’alimentazione degli animali che si cibano di gran quantità di ghiande (ricche di melanina).

Caratteristiche

  • Difficoltà Bassa
  • CostoMedio
  • Tempo di preparazione 20 Minuti
  • Tempo di riposo 8 Ore
  • Tempo di cottura 1 Ora 40 Minuti
  • Porzioni 6

Ingredienti

  • 600 g Bistecca di suino nero dei Nebrodi
  • 2 carote
  • 2 cipolle
  • 2 coste sedano
  • 1 ciuffo prezzemolo
  • 1 rametto rosmarino
  • 1 spicchio aglio
  • 3 foglie salvia
  • 2 foglie alloro
  • grani di pepe
  • 400 g triplo concentrato di pomodoro
  • Mezzo cucchiaino cacao amaro in polvere
  • 750 ml vino rosso
  • sale
  • pepe
  • olio extravergine d’oliva

Come Preparare Il ragù di Suino Nero dei Nebrodi

Mettete una bistecca di suino nero dei Nebrodi in una ciotola insieme a tutti gli odori (carota, sedano, cipolla, aglio, prezzemolo, alloro, salvia, rosmarina etc.) e le spezie. Ricoprite tutto con il vino rosso. Sigillate con pellicola e riponete in frigorifero per una notte.

Al mattino, scolate la carne, asciugatela con carta assorbente e tagliatela a piccoli dadini.

Preparate un soffritto con una carota, una costa di sedano e una cipolla, poi unite la carne. Rosolate a fiamma vivace e poi aggiungete il triplo concentrato di pomodoro.

Stemperate con acqua bollente e portate a bollore, abbassando la fiamma e lasciando cuocere per 20 minuti. Unitete il cacao amaro, il sale, il pepe e una foglia di alloro, e continuate la cottura a fiamma bassa, lasciando il tegame scoperto, fino a quando il ragù non si sarà ristretto.

Ricetta regionale della Sicilia

Trancio di tonno marinato – Marinated tuna steak

tuna steak – Chensiyuan CC BY-SA 3.0

From Wikibooks, free manuals, and textbooks.

Ingredients

For four people:
500g fresh tuna in 4 slices
One lime
Two tablespoons of extra virgin olive oil
One teaspoon of balsamic vinegar
chervil
salt and pepper

How to make Trancio di tonno marinato – Marinated tuna steak

Prepare a marinade with lime juice, oil, balsamic vinegar, salt, freshly grated pepper, and finely chopped chervil. Marinate the tuna steaks for at least 30 minutes in the refrigerator.
Cook the tuna steaks removed from the marinade on a hot grill for 5 minutes per side.
Serve immediately, accompanying the tuna with the marinade.
Serve with steamed vegetables such as green beans or baby carrots.

ITALIANO

Da Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Ingredienti

Per 4 persone:

  • 500g di tonno fresco in 4 tranci
  • 1 lime
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 cucchiaino di aceto balsamico
  • cerfoglio
  • sale e pepe

Preparazione

  1. Preparare una marinata con il succo del lime, l’olio, l’aceto balsamico, sale e pepe grattugiato fresco e il cerfoglio tritato finemente. Marinare i tranci di tonno per almeno 30 minuti in frigo.
  2. Cuocere i tranci di tonno tolti dalla marinata su una griglia calda 5 minuti per lato.
  3. Servire immediatamente accompagnando il tonno con la marinata.
  4. Servire con delle verdure cotte al vapore come fagiolini o carotine novelle.

Pani câ meusa – Bread with spleen

Panino con la milza Bread with meat Antica focacceria San Francesco Nel cuore del centro storico di Palermo – You can see the pot in which they fry the slices of entrails and the sandwich’s ingredients: lemon, ricotta, and caciocavallo cheese. The mevusaru is in the act of draining the sandwich from the cooking fat with the help of a skimmer. – Franco Pecchio CC BY 2.0

Regional Recipe from Sicily (Palermo)

From Wikipedia, the free encyclopedia.
The pani câ meusa (in English panino with the spleen), called also Vastedde, is a food specialty of Palermo, an example of gastronomic tradition in the field of the so-called “street food”. The correct pronunciation in local dialect is pani c’a mìævusa, with an elongation of the first “i”.

Ingredients

  • soft sandwich
  • pieces of the spleen,
  • lung
  • sometimes veal trachea (scannaruzzatu in dialect)
  • grated caciocavallo cheese
  • ricotta cheese
  • lemon or pepper

How to make Pani câ meusa

This final dish preparation, done on the spot, consists of a soft sandwich (usually a tonda vastella or, sometimes, a mafaldina or half a Sicilian Mafalda), sprinkled with sesame on top, stuffed with pieces of spleen, lung and, sometimes, veal trachea (scannaruzzatu in dialect). These, previously boiled or steamed whole, are cut into thin slices and fry for a long time in sugna (lard). Finally, they integrate the sandwich with grated caciocavallo cheese or ricotta cheese (in this case, maritatu, which is married, accompanied by something else), or with lemon or pepper or schettu (that is simple, without anything else).
The mevusaru uses a piece of characteristic equipment: a tilted pot, with boiling lard in the lower part, while at the top, wait the slices of entrails fried at the sale time. Next, they use a fork with two tines to extract the pieces from the cooking fat. It is quickly drained and placed in the sandwich without the excess breadcrumbs; a small skimmer picks up the more minor details and further depletes the cooking fat by rapidly squeezing the sandwich, sometimes with paper towels. Once cunzato (seasoned) according to the customer’s preferences, the sandwich is served hot, in bread paper or absorbent paper.

Diffusion

Although born and spread mainly in Palermo, the sandwich with the spleen has known in recent years particular popularity outside its traditional places, thanks to social media and the spreading of the fashion of street food. Today, it is not uncommon to find it in many Italian cities, in restaurants and delicatessens that offer Sicilian specialties, and in the more and more frequent festivals and events dedicated to street food.
In Palermo, most mevusari are street vendors in marketplaces such as Vucciria or Ballarò. The most famous is the Antica Focacceria San Francesco which dates back to 1834. His owner made the battle against Pizzo a courageous life choice, denouncing his mafia extortionists. The Antica Focacceria di Porta Carbone, the Basile family at Vucciria, Nni Franco ‘u Vastiddaru in Corso Vittorio Emanuele (corner of Piazza Marina), the ancient and characteristic Ni Piddu Messina in Corso Alberto Amedeo adjacent to the old Capo market. Finally, more recently, Nino ‘u Ballerino in Corso Finocchiaro Aprile.

History

This dish’s origin dates back to the Middle Ages, when the Jews of Palermo engaged in meat slaughter, not being paid for religious precept, kept as a reward the entrails that they sold as a filling together with bread and cheese. Chased away by Ferdinand II of Aragon called the Catholic, the cheesemakers of Palermo continued this activity. In reality, the consumption of entrails, prevalent in Palermo, is typical of those communities. The consumption of meat due to noble families’ presence corresponded to the people’s scraps of slaughter.
In Palermo, besides the sandwich with spleen, we also find in the streets the sandwich with panelle or crocchè (cazzilli) or with rascatura, sfincione, stigghiola, frittola, musso, carcagnolo, caldume (in Sicilian called la quarume), octopus, herring, and a whole series of dishes to be eaten standing up: arancine, calzoni, spiedini, ravazzate.

Pani câ meusa – Bread with spleen – Antica Focaccerria San Francesco

ITALIANO

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Il pani câ meusa (in italiano panino con la milza), chiamato anche vastedde, è una specialità alimentare palermitana, esempio di tradizione gastronomica nel campo del cosiddetto “cibo da strada”. La pronuncia corretta in dialetto locale è pani c’a mìævusa, con un allungamento della prima “i”.

Preparazione

Questa pietanza, la cui preparazione finale viene eseguita sul momento, consiste in un panino morbido (di solito una tonda vastella o, talvolta, una mafaldina o mezza mafalda siciliana), superiormente spolverato di sesamo, imbottito con pezzetti di milza, polmone e, talvolta, trachea di vitello (scannaruzzatu in dialetto). Questi, precedentemente bolliti o cotti al vapore interi, vengono poi tagliati a fettine sottili e soffritti a lungo nella sugna (lo strutto). Il panino può essere integrato con caciocavallo grattugiato o ricotta (in questo caso si dice maritatu, ossia sposato, accompagnato da qualcos’altro), oppure con limone o pepe oppure schettu (ossia semplice, senza nient’altro).
Il mevusaru si serve di un’attrezzatura caratteristica: una pentola inclinata, con lo strutto bollente nella parte bassa, mentre in alto attendono le fettine di interiora che verranno soffritte al momento della vendita. Una forchetta a due denti serve per estrarre le fettine dal grasso di cottura, che vengono rapidamente scolate e inserite nel panino privato dell’eccesso di mollica; una piccola schiumarola viene utilizzata per prelevare i pezzi più piccoli ed eseguire un’ulteriore scolatura del grasso di cottura mediante rapida strizzatura del panino, talvolta con l’ausilio di carta assorbente. Una volta cunzato (condito) secondo le preferenze dell’avventore, il panino viene servito caldo, in carta da pane o assorbente.

Diffusione

Il panino con la milza, sebbene nato e diffuso principalmente a Palermo, ha conosciuto in anni recenti una certa popolarità al di fuori dei suoi luoghi di tradizione, grazie ai social media e alla diffusione della moda dello street food. Oggi non è infrequente trovarlo in diverse città italiane, nei locali e rosticcerie che propongono specialità siciliane, così come nelle sempre più frequenti sagre e manifestazioni dedicate al cibo di strada.
A Palermo, la maggior parte dei mevusari sono ambulanti e si trovano in luoghi di mercato come la Vucciria o Ballarò. I più famosi sono l’Antica Focacceria San Francesco che risale al 1834, il cui proprietario ha fatto della battaglia contro il pizzo una coraggiosa scelta di vita, denunciando i suoi estorsori mafiosi, L’Antica Focacceria di Porta Carbone, la famiglia Basile alla Vucciria, Nni Franco ‘u Vastiddaru in corso Vittorio Emanuele (angolo piazza Marina), l’antico e caratteristico Ni Piddu Messina nel corso Alberto Amedeo adiacente all’antico mercato del Capo. Infine, più recente, Nino ‘u Ballerino in corso Finocchiaro Aprile.

Storia

Una rivendita del panino con la milza. Si nota la pentola in cui soffriggono le fettine di interiora e gli ingredienti di condimento del panino: limone, ricotta e caciocavallo. Il mevusaru è nell’atto di scolare il panino dal grasso di cottura con l’ausilio di una schiumarola.
L’origine di questa pietanza si fa risalire al medioevo, quando gli ebrei palermitani impegnati nella macellazione della carne, non potendo venire retribuiti per precetto religioso, trattenevano come ricompensa le interiora che rivendevano come farcitura insieme a pane e formaggio. Cacciati da Ferdinando II d’Aragona detto il Cattolico, questa attività venne continuata dai caciottari palermitani. In realtà, il consumo di interiora, particolarmente diffuso a Palermo, è tipico di quelle comunità dove, al consumo di carne dovuto alla presenza di famiglie nobiliari, corrispondeva un utilizzo degli scarti della macellazione da parte del popolo.
A Palermo, accanto al panino con la milza, troviamo per strada anche il panino con le panelle o le crocchè (cazzilli) oppure con la rascatura, lo sfincione, le stigghiola, la frittola, il musso, il carcagnolo, il caldume (in siciliano chiamato la quarume), il polpo, l’aringa, e tutta una serie di pietanze da consumare in piedi: arancine, calzoni, spiedini, ravazzate.

Zuccata – Pumpkin candy

Frutta candita – with Zuccata – Pumpkin candy – G.steph.rocket CC BY-SA 3.0

From Wikibooks, free manuals, and textbooks.
Zuccata is a typical Sicilian pastry product made from candied pumpkin, mostly used to decorate cassata.

Ingredients

1 kg of yellow pumpkin
1 kg of sugar
cinnamon
salt to taste

How to make Zuccata – Pumpkin candy

Clean the pumpkin by removing seeds and skin, cut it into big pieces and let it boil in a solution of water and salt for about 1 hour.
Desalt the pumpkin under running water, drain it until it is scorched.
Cut the pumpkin into big pieces, put it in a pot together with sugar and plenty of cinnamon, and let it cook until all the sugar is absorbed. Finally, let it cool down.

Regional Recipe from Sicily

ITALIANO

Da Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
La zuccata è un tipico prodotto della pasticceria siciliana a base di zucca candita. Usata prevalentemente per decorare la cassata.

Ingredienti

  • 1 kg di zucca gialla
  • 1 kg di zucchero
  • cannella q.b.
  • sale q.b.

Preparazione

  1. Pulite la zucca togliendo i semi e la buccia, tagliatela in pezzi grossi e lasciatela bollire in una soluzione di acqua e sale per circa 1 ora.
  2. Dissalate la zucca ponendola sotto acqua corrente, sgocciolatela sino a che è perfettamente asciutta.
  3. Tagliatela in pezzi grossi, mettetela in pentola insieme allo zucchero e ad abbondante cannella, lasciando cuocere finché tutto lo zucchero non viene assorbito. Lasciate infine raffreddare.

Bacio pantesco – Bacio from Pantelleria

Bacio pantesco – Cassatella di Alcamo – Daniele Pugliesi CC BY-SA 4.0

From Wikibooks, manuals, and free textbooks.
Pantelleria’s kiss is the dessert par excellence of the island of Pantelleria, a variant of the traditional dessert, cassatella, typical of the whole province of Trapani. The baci panteschi are pancakes filled with ricotta cheese and chocolate chips. The preparation is particular and requires a tool, a metal mold in the shape of a stylized flower corolla; for the cassatella, they usually use semicircular shapes, using a circular mold, taking a large ravioli shape.

Ingredients

For the preparation of the filling, you need:
300 g ricotta cheese
chocolate drops
1 tablespoon of sugar
cinnamon

For the preparation of the “scorce” (the pancakes) you need:

Two eggs
120 g of milk
150 g of flour
2 g of brewer’s yeast
seed oil
icing sugar

How to make Bacio pantesco

Filling: put the ricotta in a bowl, add a tablespoon of sugar and mix everything; then add the cinnamon and chocolate chips in varying quantities according to taste. Mix well all the ingredients to obtain a homogeneous mixture; the cream thus obtained is left to rest in the refrigerator.
Batter: put the eggs in a bowl and beat them, add milk, flour, and brewer’s yeast and mix everything to obtain a homogeneous dough without lumps. It then uses the metal mold or glass to get the desired shape and fry the batter forms by immersion in hot oil, then stuffs the pancakes with ricotta cheese to be then dusted with powdered sugar.
In the cassatella, the batter is filled with the filling, closed, and fried.

Regional Recipe from Sicily

ITALIANO

Da Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Il bacio pantesco è il dolce per antonomasia dell’isola di Pantelleria, variante del dolce tradizionale, la cassatella tipico dell’intera provincia di Trapani. I baci panteschi sono delle frittelle farcite di ricotta e scaglie di cioccolato. La preparazione è particolare e richiede l’utilizzo di un attrezzo, uno stampo metallico a forma di corolla di fiore stilizzata. Nella cassatella di solito è a forma semicircolare, usando uno stampo circolare, assumendo la forma di un grosso raviolo.

Ricetta Ingredienti

Per la preparazione del ripieno servono:

  • 300 g di ricotta
  • gocce di cioccolato
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • cannella

Per la preparazione delle “scorce” (le frittelle) occorrono:

  • 2 uova
  • 120 g di latte
  • 150 g di farina
  • 2 g di lievito di birra
  • olio di semi
  • zucchero a velo

Preparazione

  • Ripieno: si mette la ricotta in una ciotola, si aggiunge un cucchiaio di zucchero e si amalgama il tutto; si aggiungono quindi la cannella e le gocce di cioccolato in quantità variabili a seconda del gusto. Si riamalgamano bene tutti gli ingredienti per ottenere un impasto omogeneo, la crema così ottenuta viene quindi fatta riposare in frigorifero.
  • Pastella: si mettono le uova in una ciotola e si sbattono, si aggiungono il latte, la farina ed il lievito di birra e si mescola tutto per ottenere una pasta omogenea e senza grumi. Si usa quindi lo stampo in metallo o in vetro per ottenere la forma desiderata e si fanno friggere le forme di pastella per immersione in olio caldo; infine si farciscono le frittelle con la ricotta per venire poi spolverate con lo zucchero a velo.

Nella cassatella si riempie la pastella con il ripieno, si chiude e si frigge.

Spaghetti alla carrettiera – Spaghetti carter style

Spaghetti alla carrettiera – Camelia.boban CC BY-SA 4.0

From Wikipedia, the free encyclopedia.
Spaghetti alla carrettiera, a typical recipe of eastern Sicily and the Platani Valley area, is spaghetti seasoned with oil, raw garlic, pepper, and grated pecorino cheese. In the version of the small hill towns located near the Platani Valley, the recipe includes peeled tomatoes.
They take their name from the ancient carters, who, wishing to taste pasta even while traveling, cooked this dish with easy to preserve products. In recent times can also be added, as a variant, tuna in oil, mushrooms, bacon, tomato, meat extract, and dried porcini mushrooms, cooked in a pan.
Curiously enough, this dish is also mentioned in the cookbooks of Roman cuisine with mushrooms.

Ingredients

spaghetti
oil
garlic
pepper
pecorino cheese

How to make Spaghetti alla carrettiera – Spaghetti carter style

Boil the spaghetti in salted water, drain them “al dente,” and place them on plates on which to pour a little raw oil and pepper. Grate directly on the pasta, first the garlic, and then the pecorino cheese.

Regional Recipe from Sicily and Latium

ITALIANO

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Gli spaghetti alla carrettiera, tipica ricetta della Sicilia orientale e dell’area della Valle del platani, sono degli spaghetti conditi con olio, aglio crudo, pepe e pecorino grattugiato. Nella versione dei paesini di collina situati a ridosso della Valle del Platani la ricetta prevede l’aggiunta di pomodoro pelato.
Prendono il nome dagli antichi carrettieri, che volendo assaporare la pasta anche in viaggio, cucinavano questo piatto con prodotti dalla facile conservazione. In tempi recenti possono essere aggiunti, come variante, anche tonno sottolio, funghi, pancetta, pomodoro, estratto di carne e funghi porcini essiccati, che vanno cotti in padella.
Curiosamente questo piatto viene anche recensito nei ricettari della cucina romana con l’aggiunta di funghi.

Ingredienti

  • spaghetti
  • olio
  • aglio
  • pepe
  • formaggio pecorino

Preparazione

Lessare gli spaghetti in acqua salata, scolarli al dente e metterli nei piatti sui quali versare un po’ d’olio crudo e pepe. Grattugiate direttamente sulla pasta, prima l’aglio e poi il pecorino.

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Pollo all’arancia – Chicken with orange

Pollo all’arancia – everybodylovesitalian.com

From Wikibooks, free manuals, and textbooks.
Orange chicken breast is a typical Sicilian recipe, as are many recipes having citrus fruits as their main ingredients.

Ingredients

Six slices of chicken breast
2/3 oranges
Enough flour
Three tablespoons of oil
One garlic clove
Salt to taste

How to make Pollo all’arancia – Chicken with orange – First step

Salt the chicken breasts
Dip chicken breasts in flour
Squeeze 2/3 of the oranges and grate the peel.
Take a non-stick frying pan, add oil and a clove of garlic.
Brown the garlic

Second step

Put the chicken breasts in the hot pan and brown them, turning them two or three times.
Pour in orange juice and grated orange peel, cover, and cook over low heat for about 15 minutes.
Serve with a side of crunchy salad.

Regional Recipe from Sicily

ITALIANO

Da Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Il petto di pollo all’arancia è una ricetta tipicamente siciliana, così come molte ricette aventi come ingredienti principali gli agrumi.

Ingredienti

  • 6 fettine di petto di pollo
  • 2/3 arance
  • Farina quanto basta
  • Tre cucchiai di olio
  • 1 spicchio d’aglio
  • Sale quanto basta

Preparazione Primo passo

  • Salare i petti di pollo
  • Passare i petti di pollo nella farina
  • Spremere 2/3 arance e grattarne la buccia
  • Prendere una padella antiaderente, mettere l’olio e uno spicchio d’aglio
  • Fare rosolare l’aglio

Secondo passo

  • Mettere i petti di pollo nella padella ormai calda e farli dorare, girandoli due o tre volte
  • Versare il succo d’arancia e la sua buccia grattugiata, mettere il coperchio ed ultimare la cottura a fiamma bassa per circa 15 minuti
  • Servire con contorno d’insalata croccante

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