Intingolo per Polenta

Polenta and Intingolo prepared by my daughter

Ingredients

  • Ribs
  • bouillon cube
  • Peeled tomatoes
  • sage
  • 2 minced types of meat
  • oil
  • onion
  • dried mushrooms
  • 2 carrots
  • garlic
  • 2 celery
  • sausage
  • wine (white or red)

How to prepare the intingolo

  1. Fry the vegetables
  2. Put the meat in until it changes color
  3. One glass of wine and let it evaporate
  4. One glass of water, crushed, peeled tomatoes, and stock cube

How to serve the intingolo

We serve the intingolo on top of a polenta serving,

Seupa à la vapelenentse – English

Casaforte La Tour, Valpelline, Aosta Valley, Italy. – Patafisik CC BY-SA 3.0

From Wikipedia, the free encyclopedia.

Ingredients

stale white bread,
Fontina cheese,
butter
broth
Savoy cabbage.

Seupa à la vapelenentse (in French, Soupe à la valpellinoise) is a typical dish of the Aosta Valley, especially of the Valpelline.
It is a soup prepared with stale white bread, Fontina cheese, butter and broth prepared with Savoy cabbage.
The original recipe foresees the use of stale white bread, because in the past it was very expensive and the soup was a way not to waste it.
In the commune of Valpelline in the last weekend of July is held the Festival of Seupa à la Vapelenentse.
Very common is the variant prepared with black bread and cabbage leaves.

Valpelline (French. AFI: [valpəlin] – Valpeleunna in Valle d’Aosta patois, locally Vapeleunna) is an Italian municipality of 603 inhabitants in Valle d’Aosta.

Regional recipe from Valle d’Aosta

Seupa à la vapelenentse

Casaforte La Tour, Valpelline, Aosta Valley, Italy. – Patafisik CC BY-SA 3.0

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Ingredienti

pane bianco raffermo,
formaggio Fontina,
burro
brodo
Verza.

La Seupa à la vapelenentse (in francese, Soupe à la valpellinoise) è un piatto tipico della Valle d’Aosta, in particolar modo della Valpelline.
Si tratta di una zuppa preparata con pane bianco raffermo, Fontina, burro e brodo preparato con il cavolo verza.
La ricetta originale prevede l’uso del pane bianco raffermo, perché in passato era molto costoso e la zuppa era un modo per non sprecarlo.
Nel comune di Valpelline l’ultimo fine settimana di luglio si tiene la Sagra della Seupa à la Vapelenentse.
Molto diffusa è la variante preparata con pane nero e foglie di verza.

Valpelline (francese. AFI: [valpəlin] – Valpeleunna in patois valdostano, localmente Vapeleunna) è un comune italiano di 603 abitanti della Valle d’Aosta.

RIcetta regionale della Valle d’Aosta

Making Polenta in the USA

A communal polenta celebration party in Chamois, Aosta Valley

Polenta is a big part of the communal celebrations in the Aosta Valley. The locals host these parties to celebrate summer with their visiting tourist guests.

It takes hours of slow cooking on a wood fire to properly prepare a classical polenta in a copper pot.

If you think this is too difficult to do in the USA, IT IS!!!

There is now an easier way out: the INSTANT POLENTA, ready in just 3 minutes, a success with Italian cooks is available in this country too! You put it in a pot of boiling water, and it cooks in just three minutes.

There is also a different alternative, already cooked and prepackaged in rolls: don’t fall for it, it’s very different from the real original stuff, and it’s simply not worth it.

The last time I made Polenta on a wood fire in a hut in the Italian Alps. Romantic memories!

Canestrelli

Canestrelli – Luisa Ghetti CC BY-SA 2.0

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

I canestrelli sono biscotti tipici di numerose zone dell’Italia, ma sono particolarmente diffusi in Piemonte e in Liguria.

Cenni storici

L’etimologia del nome è incerta. Alcuni fanno derivare il nome dal termine canestro, cioè un cesto di paglia o vimini dove si ponevano a freddare dopo la cottura e dove si tenevano per offrirli. Altri ritengono che sia da mettere in relazione con il disegno dello stampo a pinza in cui venivano cotti: in lingua piemontese canesterlè, significa ingraticolare con canne.

I canestrelli sono dolci popolari, le cui origini sono antichissime. Nel Canavese e nella Valle di Susa venivano preparati sin dal Medioevo con il nome di nebule, probabilmente dalle gilde dei produttori di ostie. Si offrivano in occasione di matrimoni, battesimi, feste religiose, carnevale.

I canestrelli di pasta frolla, probabilmente più recenti, appartengono alla tradizione ligure e nella ricetta attuale hanno una precisa collocazione sia temporale sia geografica, ovvero inizi dell’800 in Torriglia, antica capitale appenninica dei feudi imperiali dei Doria Pamphilj che si estendevano in Val Trebbia fino all’area oggi piacentina, tuttora centro principale di produzione di questo dolce nella classica ricetta.

Tipi di canestrelli

Lo stesso nome fa riferimento a tipologie di dolci molto differenti.

  1. Biscotti a cialda, sottili e molto friabili. Sebbene si ritrovino in luoghi diversi in Italia, sono più comuni nelle valli alpine, come la Val di Susa, la Valle d’Aosta, la Val Cenischia. Appartengono alla grande famiglia delle cialde e sono di produzione quasi solo artigianale. Vengono cotti su piastra a pinza arroventata sul fuoco vivo o, più recentemente, sulla placca del forno. Si presentano spesso con un disegno di grata o con uno stemma nobiliare in superficie e sono profumati all’anice, alla vaniglia, al limone o al cacao.
  2. Canestrelli biellesi (canestrèj bielèis in piemontese). I canestrelli sono costituiti di due cialde con una farcitura di cioccolato e nocciole. La cialda è croccante ed è ottenuta da farine di grano e di mais, lavorata con zucchero, burro, sale e polveri lievitanti. Sono rettangolari e di grandi dimensioni (circa 9×4,5 cm). L’origine della ricetta risale probabilmente al XVII secolo. Sono prodotti artigianalmente e considerati biscotti di lusso. Sono distribuiti localmente.
  3. Canestrelli liguri riconosciuti a livello nazionale come “Prodotto Agroalimentare Tradizionale italiano”. Prodotti fin dall’antichità nel Principato di Torriglia, appunto con la denominazione Canestrelletti di Torriglia, con ingredienti semplici ma fortemente legati all’economia di questo territorio montano, incentrata sull’allevamento bovino. Quindi molto burro, poi farina, uova, zucchero. Sono dei biscotti frollini a forma di piccola margherita con un diametro di 10cm ed un foro di 3cm. Si presentano spolverati di zucchero a velo. L’associazione “Il Canestrelletto di Torriglia” controlla che tutti e otto i Produttori rispettino il Disciplinare di Produzione. Questa tipologia è diffusa, per prossimità territoriale, anche nel Piacentino, dove sono prodotti nell’alta Val Trebbia e in Val d’Aveto. Sono presenti nei ricettari piacentini almeno dal Settecento. Nella zona di Levanto sono a base di normale pasta frolla al limone: i Canestrelli di Santo Stefano d’Aveto e i Canestrelli dell’Acquasanta.
  4. Canestrelli novesi. Prodotti esclusivamente in modo artigianale nella zona del Novese e dell’Ovadese, differiscono da quelli liguri sostanzialmente per gli ingredienti utilizzati, in quanto impastati senza uova, burro ed acqua, bensì olio d’oliva e vino bianco Cortese di Gavi DOCG.
  5. Canestrelli di Taggia. Sono ciambelle larghe simili ai taralli (o tarallucci) pugliesi. Sono a base di farina e olio d’oliva e sono salati. Recentemente sono state introdotte le varietà alle olive (con l’aggiunta di polpa d’oliva in pezzi) e al cioccolato (con l’aggiunta di gocce di cioccolato).
  6. Canestrelli tonenghesi chiamati anche canastrelli, sotto questo nome o canastrell, divengono ogni anno protagonisti di sagre e manifestazioni in tutto il Canavese, sono caratterizzati dalla presenza nell’impasto di scorza di limone ed erano i tipici dolci nuziali della zona.
  7. Canestrelli tabarchini di Carloforte. I dolci più rappresentativi della cucina di Carloforte, i canestrélli tabarchini, sono delle ciambelle dolci aromarizzate con i semi di finocchietto o con la buccia di limone. Possono essere glassati o meno (canestréllu cuâ cappa o sensa cappa) e rappresentano il dolce caratteristico delle festività caroline. Inoltre, con lo stesso impasto si confezionano alcuni dolci specifici per le festività dell’anno: a fantiña a Natale, biscotto dalle sembianze fanciullesche, a lüña per la domenica delle palme, i cavagnétti per Pasque e i pé de pórcu per Tutti i Santi.
  8. Canestrelli di Cinaglio. Di fattura esclusivamente artigianale e locale, i canestrelli cinagliesi vantano menzioni storiche a partire dal XVII secolo e si presentano in cialde marroncine o gialle prodotte con appositi ferri arroventati sul fuoco a legna. Da sempre le donne cinagliesi tramandano l’impasto fatto con farina 00, zucchero, burro, nocciola tonda gentile, cacao, uova, marsala dal quale ricavano delle palline, la base per la cottura. In occasione della Festa patronale di San Felice (l’ultima domenica di agosto), i cinagliesi partecipano alla Sagra del Canestrello portano i loro prodotti dinanzi ad una giuria di pasticceri che decreterà il vincitore elargendo un generoso premio.

Abbinamenti consigliati

  • L’Alta Langa spumante rosato: vino che ha un sapore che ricorda il lievito, la crosta di pane e la vaniglia, di sapore secco, sapido ben strutturato, perciò può esser servito come spumante da dolci e da dessert a tavola, fresco, ad una temperatura di 9-11 °C.
  • Monferrato Chiaretto o Monferrato Ciaret: vino da dessert.

Ricetta regionale della Liguria, Piemonte Valle d’Aosta

Risotto alla valdostana

Fontina, toma, Parmigiano Reggiano, and butter make this one of the creamiest of rice dishes. Seupa de gri: barley soup with potatoes, onions, seasonal vegetables, salt pork.

Regional Recipe from Aosta Valley

Carbonade

Carbonade – Blue moon in her eyes CC BY 2.0

Salt-cured beef cooked with onions and red wine in a creamy stew. Minestra di castagne e riso: thick soup of rice cooked in milk with chestnuts.

From Wikipedia, the free encyclopedia.

Carbonada (in French: carbonade) is a typical dish of Valle d’Aosta, originating from Belgium and spread in Belgium, in the Western Alps and in the south-east of France.

Carbonade is a dish based on beef.

In its Valle d’Aosta variant, it is a dish with a strong flavor and is usually served with polenta.

Originally it was made with meat preserved in brine (a method of preservation widely used before the current techniques of preservation), resulting in delicious meat, cooking it with a lot of onion was sweetened, the recipe in fact provides that the quantities of meat and onion are equal in weight, stewing them over low heat covered by a good strong red wine and topped with parsley.

In Veneto they make a similar dish, the “pastisada di caval” putting equal weight of meat and onion and cook for a long time until the onions melt.

Regional Recipe from Aosta Valley

ITALIANO

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

La carbonada (in francese: carbonade) è un piatto tipico della Valle d’Aosta, originario del Belgio e diffuso in Belgio, nelle Alpi occidentali e nel sud-est della Francia.

La Carbonade è un piatto a base di carne di manzo.

Nella sua variante valdostana, è un piatto dal sapore deciso e viene solitamente servita assieme alla polenta.

Originariamente veniva fatta con carne conservata in salamoia (metodo di conservazione molto usato prima delle tecniche attuali di conservazione) risultando così la carne molto saporita, cucinandola con molta cipolla veniva addolcita, la ricetta infatti prevede che le quantità di carne e cipolla siano uguali in peso, stufandole a fuoco lento coperte da un buon vino rosso robusto ed acccompagnato da prezzemolo.

In Veneto si fa un piatto simile,la “pastisada di caval” mettendo pari peso di carne e di cipolla e si cuoce a lungo fino a sciogliere le cipolle

Ricetta regionale della Valle d’Aosta

Cléfhéné

Ingredients:

  • 500 g white flour
  • 600 ml of lukewarm milk
  • Two whole eggs
  • One yolk
  • 400 g of Fontina
  • 200 g of mocetta
  • 30 ml of extra virgin olive oil
  • chives
  • salt
  • pepper

How to make Cléfhéné

Cut the Fontina into cubes and melt in a bain-marie with 100 ml of milk; cut the mocetta into julienne slices and sauté in a pan with oil. Mix the flour with the lukewarm milk and the eggs until a smooth batter is obtained, leave to rest for 30 minutes. Bring salted water to the boil in a saucepan, let the batter drop from the perforated pan, forming small bubbles, drain as soon as they rise to the surface. Dress with the fondue, the mocetta, and decorate with the chives.
Serve immediately.

Regional Recipe from Aosta Valley

Penne alla mocetta e grappa – Penne with mocetta and grappa

Penne alla mocetta e grappa – Penne with mocetta and grappa – Cooperativa Produttori Latte e Fontina

Ingredients:

  • 400 g fresh penne
  • 120 g of mocetta
  • 100 g of Fontina cheese
  • 50 g of butter
  • 1 small glass of grappa

How to make Penne alla mocetta e grappa – Penne with mocetta and grappa

Cook the penne, drain and pass them in a pan with butter, and mocetta cut into strips. Flambé with grappa and sprinkle with grated Fontina.
Serve in hot dishes.

Regional Recipe from Aosta Valley

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